Qucinare - Scopri cosa bolle in pentola!


Strict Standards: Declaration of JParameter::loadSetupFile() should be compatible with JRegistry::loadSetupFile() in /web/htdocs/www.qucinare.it/home/libraries/joomla/html/parameter.php on line 512
Antonietta

Antonietta

Giornalista, laureata in scienze politiche, si occupa di comunicazione, copywriter per siti web, addetto stampa aziendale.

Collabora con testate giornalistiche nazionali e locali, con una propensione per le lingue orientali, parla perfettamente l'inglese.

Editore responsabile della rivista Qucinare.it

URL del sito web: http://www.qucinare.it
Mercoledì, 22 Luglio 2015 14:02

Racconti di Grano, very unconventional Bakery!

Uno spaccato della vera tradizione panificatrice, qui a Bisceglie (BT) , dove il lavoro si sposa perfettamente con passione e cura delle materie prime.

"Racconti di Grano" si "racconta" esclusivamente per noi!

Incontriamo per la prima volta Carlo nel suo splendido panificio, sito in Via M.R.Imbriani, 152/154 a Bisceglie. Un luogo davvero particolare perché traspira autentica genuinità. Mi ha colpita molto la passione con la quale Carlo e i suoi collaboratori parlano del loro lavoro. Sono felici di lavorare sapendo di dare al cliente un prodotto di alto livello che si differenzia molto dai suoi competitor.

E' da 3 generazioni, infatti, che la famiglia di Carlo lavora in questo settore, dal Panificio Carlino ad oggi. Ed è per questo che nella progettazione del logo vi è il melograno, sinonimo di antichità, tradizione, abbondanza e fertilità.

Carlo, ci descrive così la sua linea di prodotti.

Alla Linea Classica appartengono tutti quei prodotti che hanno 8 ore di lievitazione con lievito di birra, mentre per la Linea Madre riusciamo ad avere prodotti con lievito madre con lievitazione di addirittura 12 ore di lievitazione . Alla vista i due panini sembrano uguali, ma con occhio più attento si nota chiaramente che la seconda linea è più alta e leggera, anche al gusto è più delicata e meno pesante da digerire.

"Racconti di Grano" lavora davvero tantissime farine.Infatti troviamo la farina di farro, senatore cappelli normale e integrale,grano arso, di masi per celiaci, kamut e saragolla e tutte rigorosamente macinate a pietra e provenienti da industrie locali. Carlo ci specifica che la farina saragolla è dello stesso grano khorasan, proveniente dall'Italia. Invece, la farina di kamut proviene sempre da grano khorasan, ma è acquistato dall'estero.

Tra le tante novità che ho trovato, una delle più particolari è stata la pagnotta al nero di seppia. A parole è davvero difficile descrivere la delicatezza del sapore perché è davvero molto equilibrato. A casa ho seguito il suggerimento di Carlo, che mi ha consigliato di tostare le fettine di pane e spalmare philadelphia e adagiare su una fetta di salmone affumicato. Un gusto un po' insolito perché non fa propriamente parte della nostra tradizione gastronomica. Infatti Carlo è molto ispirato dalla cucina Irlandese e dei paesi del Nord. A dimostrazione di ciò ci consiglia di assaggiare il famoso "pane alla Guinness " che è un pane in cassetta intrecciato con farina 0, integrale, segale e orzo tostato con l'aggiunta di miele , noci, lievito madre e naturalmente la birra Guinness. Da provare il sabato pomeriggio appena sfornato!! così come anche l'Irish Soda Bread con bicarbonato ed è un pane senza sale, come una piada romagnola, con l'aggiunta di strutto di maiale .

Un'altra linea creata per lo più per i diabetici è il pane Vitamin -20 perché ha il meno 20% di indice glicemico e anche con poco sale, di questa stessa linea ci sono i biscotti, frollini, pane e pizza. Per i dolci al posto dello zucchero viene utilizzato il malto. Assaggiandoli devo dire che è un pane soffice, ma allo stesso tempo corposo e gustoso. 

Poi ci sono i panini integrali con gemme di grano, ai 10 cereali con segale e avena, ai 7 cereali con muesli di semi. Insomma il vasto assortimento permette al cliente di scegliere ogni giorno qualcosa di diverso, sfizioso e soprattutto di sano! In tutti i prodotti non ci sono conservanti, coloranti, o additivi chimici perché la filosofia è quella di promuovere la bontà della natura e della tradizione. 

"Racconti di Grano" sforna anche pizze e focacce al grano arso, integrali, alla barese tutte davvero deliziose specie se calde. La cura dei dettagli è fondamentale nella preparazione di ogni prodotto e nella ricerca di ogni ingrediente, nulla è lasciato al caso!

Adesso Passiamo dal salato al dolce!

Carlo ci mostra nel suo negozio una delle sue passioni segrete, il momento del thè. Ebbene sì, nonostante il periodo storico in cui viviamo dettato dei ritmi sempre più veloci , spesso ci dimentichiamo di dedicare un attimo solo a noi stessi e a chi ci vuole bene, allontanando sempre più il piacere della convivialità e del vivere un po' più slow. The e tisane fanno da protagoniste assolute in vetrina in accompagnamento  ai favolosi frollini al burro e al farro, davvero invitanti.

"Racconti di Grano" prepara anche catering salato e dolce per ogni ricorrenza, io non vedo l'ora di prenotarne uno!! Fatelo anche voi, garantito!

Su facebook potete vedere i suoi lavori : RaccontidiGrano Carloelucy e al sito www.raccontidigrano.wordpress.com

 

 

 

 

Fiore di Puglia lancia una nuova immagine. Un packaging molto curato dalle tonalità fresche e pulite come il bianco, l'oro e il verde. I colori che rappresentano la terra pugliese. L'oro per il tipico color ambrato dell'olio d'oliva, il verde che rappresenta il rispetto dell'ambiente, grazie ai forni a basso impatto, e il bianco che detta la pulizia di tutta la filiera produttiva.

Infatti, il tarallificio Fiore di Puglia, ha fatto di questi 3 capi saldi il suo modus operandi, concentrando tutta la produzione a garanzia della qualità. Ad oggi l'azienda conta diverse tipologie di taralli e snack, ma quelli che ci hanno più colpito per innovazione ricerca sono i seguenti che andremo a degustare.

Taralli multicereale bio. Gli ingredienti sono tutti rigorosamente biologici ed il prodotto è certificato "vegan ok" all'apertura della confezione già si sente una leggera aroma di cereali e olio d'oliva, anche al gusto risultano essere questi gli ingredienti più persistenti. La presenza di sale è contenuta, la correntezza la punto giusto permette di assaggiarne subito un altro. La forma è alternativa, non siamo più di fronte al classico tarallo, tono e curvo, ma ora assistiamo ad un cambio di tendenza per questa nuova tipologia di prodotti, dritta e e rettangolare per circa 3 cm di lunghezza.

Taralli farro bio. Qui la farina di farro fa da regina. Il prodotto risulta essere molto croccante, il gusto davvero particolare. Anche qui non si eccede col sale e il gusto è più incisivo, si nota subito il farro. Come forma il prodotto assomiglia molto al mini grissino.

Taralli farina senatore cappelli. I più pregiati della linea, hanno una nota gradevole di semi di finocchio. Si distinguono dagli altri per il sapore delicato della farina.

Taralli integrali bio. Il gusto è molto simile ai multicereali, ma più intenso ed anche il colore è leggermente più scuro. 

Sommariamente il prodotto è ben curato, ben presentato. In alcuni casi però abbiamo trovato due diversi tipi di cottura, certi taralli erano quasi più cotti di altri. Suggeriamo quindi di tener conto dei tempi di cottura in forno. Un'idea ulteriore che possiamo dare al packaging è quella di utilizzare delle linguette salva freschezza, in modo da conservare meglio il prodotto. Questo accorgimento può tornare utile per chi non consuma subito l'intero pacchetto e preferisce gustarli anche durante la prossima pausa. 

Vi invitiamo a visitare il sito web ricco di approfondimenti : www.fioredipugliaspa.it

Antonietta Ricciardi e Marica Sasso

 

 

 

 

La crema istantanea Prontocream è un prodotto che nasce per gli intolleranti al glutine, che non rinunciano al gusto di un ottimo dolce casalingo.

L'azienda italiana Farmo con sede a Casorezzo (Milano) produce da diversi anni farine e prodotti da forno gluten free, sia per uso domestico che professionale.

Mi ha colpito molto utilizzare prontocream perché veramente in circa 10 secondi, e solo con un po' di acqua a temperatura ambiente, sono riuscita a realizzare la crema pasticciera senza aver bisogno di accendere i fornelli. In particolare con l'avvicinarsi dell'estate questa idea è davvero ottima per preparare dolci e creme più elaborate senza sudare vicino ai fornelli.

Prontocream è ottima anche per chi non ha alcun tipo di intolleranza.

Al gusto risulta essere delicata e molto gradevole, perfettamente bilanciata nel sapore, può essere consumata fredda come dessert o per farcire torte e crostate.

La "polverina magica" ha il tipico odore di biscotti alla crema e al tatto è molto sottile.Quando la si mischia con l'acqua non forma nemmeno un grumo, si scioglie all'istante e dopo poco diventa cremosa al punto giusto, basta solo osservare le indicazioni riportate in etichetta.

E' importante ricordare che il prodotto non contiene sostanze chimiche e né olio di palma che tanto si aggira tra gli scaffali.

Io farei solo una miglioria al packaging, aggiungendo un adesivo salva freschezza adeguato e magari con una grafica un po' più accattivante.

 

Giovedì, 23 Aprile 2015 17:39

Anthony Genovese conquista Milano

Un evento davvero unico andato in scena domenica 19 aprile a Milano, come unica è stata la possibilità per il pubblico milanese di assaggiare una delle cucine più interessanti e apprezzate.

Anthony Genovese ha scelto il nuovo temporary restaurant Al Cortile, creato dalla Food Genius Academy in Viale Col di Lana a Milano (zona Navigli), per giungere finalmente nella città che a breve ospiterà Expo.

Ai fortunati ospiti Genovese ha proposto un menu composto da uno stuzzico, quattro portate e un dessert. Piatti preparati sotto lo sguardo attento e interessato dei commensali, che hanno potuto vedere all’opera lo chef grazie a una cucina letteralmente aperta sulla sala.

 

 Il Menu:

Dim alla piastra, pecora, cipolla rossa caramellata, estratto di cardamomo

Gambero rosso nel suo fondale, fragole verdi

Coniglio, piselli e ghiaccio di mandorle

Ravioli con ossobuco, acqua di lattuga

Ricciola, spuma di patate affumicate , avocado e quinoa

Dolce tentazione alle fragole

Da oltre undici anni lo chef Anthony Genovese sorprende e conquista il palato dei suoi commensali nel cuore della città di Roma. Il suo Ristorante Il Pagliaccio ha saputo nel tempo conquistare Due Stelle Michelin e l’ambita adesione a Relais & Chateaux. Una cucina unica e riconoscibile che ha riscosso un grandissimo successo in questa parentesi milanese.

Dopo l’esperienza al temporary restaurant Al Cortile, lo chef Anthony Genovese volerà a Parigi per partecipare alla seconda edizione di Cultur.Al, evento dedicato alla cultura gastronomica italiana in una piazza prestigiosa come quella parigina.

Genovese sarà protagonista di una cena di gala all’hotel Castille domenica 26 aprile, e di una “chef masterclass” lunedì al Bastille Design Center.

Mercoledì 13 maggio 2015, ore 12.00

Ristorante DANIELVia Castelfidardo 7, Milano

 

Dario Ranza, chef di Villa Principe Leopoldo di Lugano, e Daniel Canzian, chef di Daniel, prepareranno e faranno gustare alcune ricette contenute nel volume.

 

Nell’occasione verrà presentato il concerto dell’Orchestra della Svizzera italiana-OSI 

in programma all’Auditorium della Fondazione Cariplo nell’ambito di Expoincittà

martedì 19 maggio alle 20.30 

 

Un’iniziativa di 

CORSI (Società cooperativa per la Radiotelevisione svizzera di lingua italiana) 

in collaborazione con 

RSI (Radiotelevisione svizzera di lingua italiana)

 

Interverranno gli Autori:

Marta Lenzi Repetto, specialista di storia dell’alimentazione 

Anna Ciocca Rossi, musicologa 

Giacomo Newlin, giornalista

 

con

Dino Balestra, Presidente della Comunità Radiotelevisiva Italofona

Francesca Gemnetti, Segretaria generale CORSI 

Denise Fedeli, Direttore artistico OSI

 

e con la presenza straordinaria di

Gualtiero Marchesi

 

Menù per Orchestra è pubblicato da Armando Dadò a Locarno, e distribuito in Italia da Hoepli

 

 

La 22° edizione del Concorso Internazionale Vinitaly, una delle competizioni enologiche più selettive al mondo decreta un nuovo importante risultato per Col Vetoraz. Il Cartizze Superiore DOCG si aggiudica infatti la Medaglia d’Oro per la categoria vini spumanti.   

Questo vino proviene dai migliori vigneti della rinomata e omonima area molto ristretta che limita la produzione a esigue quantità. Le uve crescono su un terreno di argille, marne e arenarie che garantiscono un’inusuale concentrazione di aromi e una grande salinità. Nel suo profumo intenso spicca il sentore delicato del mix di fiori e frutta matura mentre al palato si presenta vellutato, pieno e con un’equilibrata aromaticità.

 

Sono più di 2500 i vini iscritti quest’anno con un record di 32 Paesi partecipanti, mentre ben 611 i campioni raccolti nella sola Regione Veneto.    

 

Un premio questo del quale siamo fieri – commenta l’enologo Loris Dall’Acqua -  perché per noi significa soprattutto il rinnovato riconoscimento al valore del nostro lavoro, una conferma che le scelte che quotidianamente siamo chiamati a fare ci permettono di restare sulla strada dell’eccellenza.”     

  

E’ infatti proprio l’elevato livello qualitativo dei suoi vini la ragione prima che fa di Col Vetoraz uno dei rappresentanti più apprezzati oltre che punto di riferimento per la denominazione. Con quest’ultimo risultato diventano quindi 6 le medaglie conferite agli spumanti dell’azienda di Santo Stefano di Valdobbiadene dal Concorso Enologico Internazionale Vinitaly. 

Le premiazioni ufficiali si svolgeranno nel corso di Expo Milano all’interno del padiglione Vino – A Taste of Italy. 

 

 È urgente ripensare i processi di gestione della domanda e della supply chain delle imprese alimentari italiane: per sostenere il valore di prodotti eccellenti senza essere sopraffatti dalla crescente complessità del mercato; per recuperare margine ed efficienza, sfruttando al meglio la capacità produttiva di impianti spesso sovradimensionati; per muoversi con successo verso nuovi confini. 

Questo, in sintesi, quanto emerge dall’indagine realizzata da GEA Consulenti di Direzione e ASSET, presentata oggi in occasione del convegno “Food Boost – Liberare l’eccellenza con la supply chain” che ha visto la partecipazione di oltre 200 rappresentanti dell’industria del food&beverage, secondo settore manifatturiero a livello nazionale con 6.800 imprese e € 133 miliardi di fatturato.

 

Con l’obiettivo di sondare il livello di evoluzione del settore alimentare italiano nei processi di previsione della domanda e pianificazione delle operazioni aziendali, l’indagine ha costituito il punto di partenza di un dibattito volto a comprendere in quale misura essere eccellenti in questi ambiti costituisce un reale vantaggio competitivo, in particolare per lo sviluppo sui mercati esteri. «Oltre la metà delle aziende continua a sprecare capitali perché non è in grado di realizzare previsioni accurate, che siano di supporto a una programmazione strategica e ottimizzata delle attività produttive. In un mercato globale sempre più esigente e complesso, non basta guardare a come si è sempre fatto in passato e non possiamo più permetterci che questo continui a penalizzare i nostri marchi», ha commentato Luigi Consiglio, Presidente di GEA Consulenti di Direzione. «È vitale rivedere con urgenza i processi di gestione dell’intera supply chain in un’ottica più evoluta, integrata e interfunzionale; una svolta necessaria per recuperare efficienza e accelerare la crescita della nostra industria alimentare, in Italia come all’estero».

 

Incremento della gamma, competizione sempre più sul tempo, pressione sulla riduzione dei costi e globalizzazione sono fenomeni che caratterizzano la maggior parte dei settori industriali; nel caso del food&beverage la complessità è enfatizzata dalla presenza di numerosi canali da servire contemporaneamente, tenendo conto delle rispettive specificità e da normative sempre più stringenti. Sfide sempre più difficili richiedono approcci sistemici e soprattutto progettualità, non solo nell’affrontare i percorsi di internazionalizzazione, ma anche nel recupero di efficienza dei sistemi produttivi e nel recupero di efficacia dei processi di pianificazione e programmazione della produzione e della catena di distribuzione” ha aggiunto Andrea Sianesi, Partner di ASSET.

 

 

Il campione e le aree di indagine

 

L’indagine GEA-ASSET ha preso in considerazione un campione selezionato di 30 aziende italiane –rappresentativo di tutte le categorie merceologiche dell’industria alimentare e di diversi livelli di grandezza e fatturato – analizzandone l’assetto organizzativo (dipendenze gerarchiche, responsabilità operative e gestionali, momenti di condivisione interna delle informazioni), le performance (livello di servizio erogato e impegno del capitale circolante) e le prassi adottate nella gestione dei processi di demand management e operations planning, nonché gli strumenti informativi a supporto.

 

In particolare, il panel di intervistati è composto in prevalenza di imprese del settore beverage (36%), seguito da caffè e dolciumi (20%), pasta e bakery (16%), carne e salumi (16%), latte e derivati (16%) e comparto ortofrutticolo (4%). Più dell’80% sono aziende grandi (44% con più di 250 dipendenti) e medie (40% tra 50 e 250 dipendenti); in termini di fatturato, per il 36% delle imprese coinvolte è compreso tra 100 e 500 milioni di euro, per il 24% tra 50 e 100 milioni, superando il miliardo di euro nel 20% dei casi, per un giro d’affari complessivo di oltre € 20 miliardi. Per il 44% del campione, l’export rappresenta meno del 10% del fatturato e solo per il 16% la percentuale supera il 50%; mentre la quota derivante dalla GDO rappresenta oltre la metà del fatturato per due terzi delle imprese, superando l’80% nel 40%.  Tutte le aziende prese in esame – concentrate prevalentemente nel Centro-Nord Italia (28% in Lombardia, 24% in Emilia Romagna e 20% in Veneto) – hanno la produzione in Italia, di cui la maggior parte con 1 o 2 stabilimenti produttivi. 

  

I risultati dell’indagine – “Sales & Operations Planning: No Man’s Land”

I risultati dell’indagine evidenziano come la necessità di ripensare i processi di pianificazione e gestione della domanda e delle operations sia un tema particolarmente sentito tra le imprese dell’alimentare italiano. Solo un terzo degli intervistati, infatti, si ritiene soddisfatto dei processi adottati attualmentedalla propria azienda e il 50% conferma di avere intrapreso una revisione di tali procedure, concentrandosi soprattutto sul demand management 

Di fronte alla diffusa incapacità di realizzare previsioni oculate, la grande maggioranza delle imprese sopperisce alla difficoltà di anticipare la domanda affrontando il mercato in ottica perlopiù reattiva. Se, da un lato, solo il 25% degli intervistati ritiene di avere una buona accuratezza delle forecastdall’altropiù dell’80% sostiene di avere performance eccellenti nella flessibilità di risposta al cliente, pagando tuttavia un costo elevato in termini di efficienza interna e di impegno di capitale circolante. Questa elevata variabilità e scarsa prevedibilità della domanda impatta fortemente sulle attività di pianificazione e sui processi produttivi, tanto che meno di un quarto delle aziende del campione riesce ad avere più di una settimana di orizzonte congelato.

Guardando agli aspetti che ad oggi contribuiscono a rendere soddisfatti il 30% dei rispondenti in materia di demand planninga fare la differenza sono la raccolta di più informazioni bottom-up dalla forza vendita e sulle promozioni dei clienti (nel 90% dei casi), una maggiore frequenza di aggiornamento delle previsioni (più che mensile per il 65%) e l’utilizzo di algoritmi a supporto (75%). Aspetti che si riflettono anche sulle aziende più soddisfatte del proprio operations planning che, potendo contare su una buona accuratezza previsionale della domanda (63% degli intervistati) riescono a garantire alla produzione un orizzonte congelato (nel 75%  dei casi) e, quindi, a limitare al minimo le inefficienze, pur rivedendo spesso i piani.

In generale, tuttavia, si rilevano livelli di maturità differenti nella definizione dei ruoli deputati a gestire l’interfaccia tra la domanda e supply chainOltre il 50% delle imprese coinvolte non ha un processo definito per il demand management, che risulta o del tutto inesistente (26%) oppure assimilato alle vendite (26%) denotando grande confusione circa i confini di responsabilità tra le varie funzioni aziendali. Laddove esiste un’unità dedicata alla gestione della domanda (48%), questa fa capo prevalentemente all’area Supply Chain (55%).  Entrando nel dettaglio dei tre livelli:

- quando il ruolo del demand manager è inesistente, le performance aziendali sono basse, vi è una scarsa visibilità sul mercato in quanto le informazioni sono raccolte solamente dalle vendite, l’export conta per una piccola percentuale del fatturato (10% circa) e vi è una limitata incidenza delle promozioni. La maggiore preoccupazione di queste aziende risiede nel rispondere alla crescente complessità del settore.

- se è assimilato alle vendite, le performance sono mediamente buone, vi sono da 3 a 5 persone che se ne occupano ma vi è una forte distinzione tra chi ha la responsabilità di gestire il mercato rispetto a chi si occupa della supply chain, l’export conta per il 20%-30% del fatturato e vi è un’incidenza delle promozioni fino al 50%. La principale criticità per questo tipo di imprese consiste nel gestire in maniera efficace il coordinamento interno tra le diverse funzioni.

- laddove esiste un’unità dedicata, le performance sono alte e la funzione dispone solitamente di molte risorse, che realizzano previsioni raccogliendo informazioni attraverso meeting periodici interfunzionali e tenendo conto sia della BaseLine sia delle promozioni, che anche in questo caso hanno un’alta incidenza; l’export rappresenta oltre il 50% del fatturato e la produzione è spesso legata a un’elevata stagionalità. La difficoltà per queste aziende sta nel gestire al meglio la collaborazione con gli attori esterni della filiera (fornitori e retailer). 

Infine, alla luce della crescente necessità di amministrare grandi volumi di dati complessi, diventa fondamentale avvalersi di adeguati strumenti informativi che siano di effettivo supporto ai processi decisionali e operativi dell’azienda, in un’ottica quanto più integrata. Ciononostante, guardando al campione di imprese interpellate, si evidenzia un’elevata frammentazione anche nell’utilizzo dei sistemi informatici. Spesso la scelta di soluzioni diverse, che tendono a tenere separati il demand planning (DP) dall’operations planning (OP) ostacola l’adozione di un approccio realmente interfunzionale e flessibile. In particolare: il 23% degli intervistati utilizza Excel quale unico programma a supporto per entrambe le funzioni; i sistemi ERP sono utilizzati dal 18% per il DP e dal 27% per l’OP, sebbene molto spesso integrati con Excel (rispettivamente nel 75% e 83% dei casi);  il 59% si avvale di un sistema verticale o software ad hoc per il DP, in linea con quanto accade per l’OP (50%), sempre sfruttando anche Excel per alcune funzionalità (62% DP vs 9% OP).

Il quadro complessivo che emerge dall’indagine GEA-ASSET sul food italiano è quindi quello di un settore in cui è sempre più forte l’esigenza di evolvere verso nuove prassi virtuose, che favoriscano l’adozione di un unico processo integrato di Sales & Operations planning, basato su: un ascolto più attento del mercato e dell’azienda stessa, per raccogliere le informazioni utili al processo su vari fronti, con rapidità e precisione; una maggiore collaborazione, sia tra le diverse funzioni aziendali sia verso l’esterno, con clienti e fornitori;  una misurazione più efficace delle performance del processo e un nuovo approccio all’innovazione, che sappia guardare ad esempi eccellenti anche fuori dal proprio settore, per ripensare a proprio vantaggio le regole del gioco.

Con il preparato gluten free Farmo, è possibile ottenere una crema pasticcera avvolgente e deliziosa per creare in pochissimo tempo squisite crostate, freschi cestini di frutta, coppe o  farciture golose ed ogni dessert cremoso. Anche per stupire la mamma in un giorno speciale!

 

Per ogni goloso momento di pausa, per la merenda o il dessert di fine pasto, Farmo - azienda leader nel senza glutine - propone un preparato istantaneo per realizzare una deliziosa crema pasticcera rigorosamente gluten free, in pochi minuti e con un gusto eccellente : PRONTOCREM

  

Perfetto per chi deve seguire un’alimentazione gluten-free e irrinunciabile per chi preferisce evitare le uova, PRONTOCREM è il mix giusto per realizzare crostate, cestini con frutta fresca, coppe golose, farciture vellutate ed ogni dessert a base di crema che la fantasia suggerisce.

 

E la preparazione è super facile e veloce! Basta sciogliere il preparato nell’acqua e mescolare  con la frusta fino a far amalgamare il composto,  lasciando riposare per soli 10 minuti prima dell’utilizzo.

 

A base di buon latte, il preparato è disponibile in una pratica e sicura confezione da 300 gr, presso farmacie, negozi specializzati e GDO.

La confezione riporta i marchi di certificazione GF- Gluten Free e di prodotto “senza uova”.

 

60 mila ordini, 300 mila utenti unici al mese, 30 milioni di pagine viste nel 2014 solo per il sito italiano, a cui si aggiungono 25 mila ordini e 10 milioni di visite se si considera il sito dedicato agli USA. Per un totale di oltre 5 milioni di fatturato global. Benché ancora molto giovane, questi gli ottimi risultati raggiunti da Eataly Net, che non ha intenzione di fermarsi: dopo l’ottimizzazione del sito in versione mobile per smartphone e tablet, per quest’anno è previsto il lancio di un’app nativa per iOS e Android e i primi test per la vendita di prodotti freschi online.

 

All’apprezzamento degli utenti si aggiunge il conferimento del titolo come miglior sito alimentare e retail 2014 nel corso della quarta edizione del Netcomm E-commerce Award, premio organizzato dal Consorzio Netcomm Italia in collaborazione con TVN Media Group, grazie al partner strategico di Alpenite che ha sviluppato una piattaforma e-commerce aderente alla brand identity di Eataly: fare in modo che i migliori prodotti food&wine italiani siano alla portata di tutti. Da questo nasce la fusione fra un negozio alimentare e un’esperienza digitale a 360 gradi: non esclusivamente un sito dedicato agli acquisti, ma un portale che permetta di conoscere i segreti della buona tavola e la cultura italiana del cibo, attraverso news, ricette e approfondimenti.

 

La piattaforma è disponibile in tre lingue (italiano, inglese e tedesco), propone oltre 3.500 prodotti, raggiungendo con le spedizioni tutta l’Europa, il Nord America e il Giappone. Ma il successo non si ferma qui: sono infatti già previsti futuri rollout per i paesi extra Unione Europea, anche in vista di Expo.

 

“L’e-commerce è un settore molto delicato, in cui bisogna puntare sempre al massimo della qualità attraverso una selezione attenta dei prodotti offerti e del packaging – afferma Franco Denari, CEO e co-founder di Eataly Net – Credo che l’elemento vincente di Eataly Net sia il potenziamento dell’esperienza dell’utente in un’ottica omni-channel, grazie alla sinergia tra canale online e negozi fisici e la possibilità di conoscere la storia di prodotti e produttori. La continua attenzione verso gli ultimi sviluppi tecnologici ci ha portato a lanciare un sito specificatamente pensato per l’e-commerce e a sviluppare un’app nativa iOS e Android, a breve disponibile: in questo modo la user experience cross-device sarà sempre più integrata. Già oggi i clienti del negozio Eataly Smeraldo trovano sugli scaffali un QR code che li indirizza direttamente alla corrispondente categoria nello Store Online, un progetto pilota che potrà essere esteso in futuro a tutti i punti vendita”.

 

 

***

 

Eataly Net è l'azienda digital del gruppo Eataly, fondato da Oscar Farinetti con l'obiettivo di diffondere in Italia e nel mondo il meglio della produzione eno-gastronomica e di rendere il cibo di alta qualità alla portata di tutti. Eataly Net, start-up nata nel 2013 e partecipata dal fondo di venture capital 360 Capital Partners, si occupa della vendita online attraverso un sito e-commerce multilingua attivo in Italia con spedizioni in tutta Europa e siti dedicati al mercato statunitense e giapponese. Pur trattandosi di una società molto giovane, Eataly Net sta già riscuotendo ampio successo e ha in cantiere diversi nuovi progetti quali l'espansione verso nuovi mercati ed il lancio di una nuova app e-commerce nativa iOS e Android.

 

Nuovo trionfo per Otello NerodiLambrusco di Cantine Ceci che si aggiudica la Gran Medaglia d’Oro al Concorso Enologico di Vinitaly 2015.

L’ennesimo riconoscimento per il Lambrusco top dell’azienda parmense che stravince sui vini della sua categoria ad una delle più importanti competizioni enologiche internazionali.

“Con il massimo riconoscimento di Vinitaly al nostro Otello – afferma Alessandro Ceci, enologo dell’azienda – vince ancora il connubio fra il bello e il buono. Consideriamo il premio un tributo alle bottiglie più fashion per il Lambrusco più buono!”.

Otello NerodiLambrusco 1813, Lambrusco Maestri in purezza, si è imposto sui suoi concorrenti ed è una delle sole 17 Gran Medaglie d’Oro assegnate su 2585 vini da 32 paesi diversi. I vini vincitori delle Gran Medaglie d'Oro saranno presentati in apposite degustazioni organizzate nell'ambito di Expo 2015.

www.lambrusco.it

Pagina 1 di 19