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Intervista a Peppe Zullo, "Simple Food for Intelligent People"

Scritto da : in: La padella al cuoco
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Intervista a Peppe Zullo in occasione del Trani International Festival

D: “Peppe Zullo, il cuoco contadino. Cosa ne pensa di questa definizione che molto spesso le viene attribuita?”

R: “E’ la verità. Io faccio ancora adesso il contadino, sono figlio di contadino. Devo dire che ho un grande rapporto con la terra, per me è una cosa molto importante. Quando qualcuno chiede chi è Beppe Zullo, gli si risponde dicendo che è uno che ha i piedi per terra, però è anche uno che ha la testa sulle spalle. La terra è importante però bisogna anche utilizzarla intelligentemente. E poi è uno che ha il cuore al posto giusto, di conseguenza fa le cose con passione e con amore. Il frutto di tutto questo diventa poi il cibo. Cibo per le persone intelligenti che viene studiato con passione, ricercato secondo i criteri di appartenenza e di cultura. Mi definisco un contadino moderno, che sa quello che fa, onesto, che ha rispetto  per se stesso e per gli altri.

D: “Rispetto anche per l’ambiente oserei dire..”

R: “Naturalmente. In effetti noi abbiamo un’azienda agricola, oltre all’attività di ristorazione, in cui ci sono terreni di circa 200.000 metri in cui abbiamo i nostri vigneti, oliveti e l’orto. Proprio quest’ ultimo rappresenta il nostro fiore all’occhiello, un orto di oltre 20.000 metri . E poi c’è una grande novità: il ristorante nell’orto, visitabile sul sito www.peppezullo.it. Attraverso il quale abbiamo creato un progetto “Proiezione futuro” con bambini di 9 e 10 anni  fornendo la corretta educazione alimentare passando poi anche nelle scuole per i più piccoli. Il ristorante nell’orto è una provocazione perché il cibo non è a km zero, ma sottozero perché sono i bambini stessi che raccolgono i prodotti dell’orto e lo cucinano.

D:”C’è un ingrediente preferito nella sua cucina?”

R:” Non ci può essere un ingrediente preferito, anche se io con le erbe mi diverto! Stasera infatti abbiamo presentato delle ostriche di montagne che sono delle foglie di borragine, un erba spontanea, con un po’ di sale e limone che ricorda il mare, passata in pastella e fritta. Poi un’altra erba che amo ricordare è il marasciuolo, che è una brassicacea selvatica  nostrana. Insomma, sono innamorato di tutto quello che la terra ci dà sia essa coltivata, ma anche selvatica. Dovremo imparare a tornare indietro a raccogliere quello che la terra ci dà e utilizzarlo per fare un cibo buono e non solo pulito e giusto, secondo quanto detta lo Slow Food, ma “Simple Food for Intelligent People” e cioè “Cibo semplice per persone intelligenti”.

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Antonietta

Giornalista, laureata in scienze politiche, si occupa di comunicazione, copywriter per siti web, addetto stampa aziendale.

Collabora con testate giornalistiche nazionali e locali, con una propensione per le lingue orientali, parla perfettamente l'inglese.

Editore responsabile della rivista Qucinare.it

Sito web: www.qucinare.it
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